Tensioni emotive

Tensioni emotive e tensioni fisiche nella performance del cantante.

Le luci che si spengono in sala. Quei pochi passi che, dal backstage conducono al microfono. La musica che parte e i riflettori che si accendono. I primi istanti di una performance dal vivo posso essere liberatori e adrenalinici, ma anche paralizzanti, nel caso dei soggetti più ansiosi.

Quando si canta, si canta con tutto il corpo. Un’affermazione veritiera e quanto mai condivisibile. Ma sarebbe più completo dire che la voce cantata è uno strumento che si trova a metà tra mente e cuore. Una vibrazione che trova le sue fondamenta sul respiro, in equilibrio tra liberazione e consapevolezza delle proprie emozioni più profonde. Quando si parla di canto, in definitiva, si parla del nostro essere dal profondo, dato che l’origine della voce è il respiro. Si può quindi dire che la nostra voce prenda origine dalla nostra stessa vita.

La voce è espressione del sé. Quando si canta o si parla, l’emissione del fiato – attraverso le corde vocali, fa vibrare l’intero corpo, le ossa, i tessuti, e la pelle. L’espressione vocale mette in contatto le emozioni con la postura del corpo, i muscoli facciali e le espressioni del viso. La voce diventa quindi veicolo di comunicazione tra il dentro e il fuori.

Nel cantante teso o bloccato emotivamente, il problema non è l’assenza di vibrazione interna, quanto l’enorme sforzo che – involontariamente – fa compiere al proprio corpo per non assecondarla e nasconderla. Ampie zone del corpo rimangono bloccate o contratte: il collo, le spalle e spesso lo stesso addome. L’enorme sforzo di autocontrollo, blocca e soffoca la voce.

Questo può avvenire per svariate ragioni: aspettative, paura di fallire, giudizio di sé stessi e quindi paura del giudizio altrui e altro ancora.

Nel cantante affetto da ansia da prestazione, al contrario, spesso è facile sentire un’emissione fortemente compromessa dal ritmo: un canto frettoloso, gridato, senza le giuste pause di respiro, chiusure di frasi che sfumano per mancanza di sostegno. In questo caso, spesso le tensioni si concentrano nella zona del torace, evidenziando una respirazione corta e affannosa, come se il cantante fosse perennemente in corsa o in lotta per la vita.

Il primo passo per recuperare la propria voce naturale? Ascoltarsi. Dentro e fuori. Cogliere le disarmonie emotive evidenziate dalla propria voce, accettarle fino ad abbracciare la consapevolezza che la propria voce, come la vita stessa, non può essere controllata, ma lasciata libera di esprimersi, sostenuta da un respiro libero di attraversare il corpo senza incontrare ostacoli e tensioni.

Un percorso che non parte dall’insegnamento di costrutti tecnici, ma al contrario da una progressiva destrutturazione dei processi muscolari di difesa emotiva che la mente attiva nei momenti di stress, arrivando a recuperare in maniera consapevole una respirazione libera che già ci appartiene e – attraverso essa – un canto che ci coinvolga e ci apra all’espressione del nostro sé più profondo e vero.

Articolo realizzato da T. Spigno

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